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Compressione lossy

La compressione lossy, o con perdita, riduce le dimensioni del file eliminando definitivamente dati che l'occhio umano tende a notare meno. I file diventano più piccoli, a costo di una parte della qualità visiva.

Come funziona la compressione lossy

La compressione lossy sfrutta i limiti della vista umana. L'occhio è più sensibile alle variazioni di luminosità che a quelle cromatiche, distingue meglio i motivi a bassa frequenza dei dettagli ad alta frequenza e fatica a percepire piccole differenze nelle trame complesse. Gli algoritmi sfruttano queste caratteristiche per rimuovere i dati che incidono meno sull'aspetto dell'immagine.

Il JPG, il formato lossy più comune, divide l'immagine in blocchi da 8x8 pixel, converte ogni blocco in componenti di frequenza mediante una trasformazione matematica (DCT) e scarta le componenti ad alta frequenza che rappresentano i dettagli fini. L'impostazione di qualità determina quanto sarà aggressiva l'eliminazione. A valori alti vengono rimossi solo i dati meno percepibili; a valori bassi si scartano più informazioni, con file più piccoli ma un degrado visibile.

I formati moderni come WebP e AVIF adottano metodi più sofisticati, tra cui blocchi di dimensioni variabili, modelli di previsione migliori e codifica entropica avanzata. A parità di qualità percepita producono file più piccoli del JPG. Il principio, però, resta lo stesso: eliminare in modo selettivo ciò che chi guarda non noterà.

È fondamentale capire che il processo è irreversibile. Una volta eliminati, i dati sono persi per sempre. Salvare un file lossy con una qualità più alta non ripristina le informazioni: applica soltanto una compressione aggiuntiva più lieve a dati già degradati.

Formati lossy: JPG, WebP lossy e AVIF

Ogni formato applica lo stesso principio generale con un diverso grado di sofisticazione.

  • JPG — il formato lossy più vecchio e più supportato. La struttura in blocchi da 8x8 può produrre artefatti visibili con impostazioni basse, soprattutto attorno a testo e bordi netti. È compatibile ovunque, ma tecnicamente superato.
  • WebP lossy — produce file circa il 25-35% più piccoli del JPG a parità di qualità. Gestisce meglio bordi e testo e supporta la trasparenza, assente nel JPG. È compatibile con tutti i browser moderni.
  • AVIF — il formato lossy più efficiente oggi disponibile, con file circa il 50% più piccoli del JPG. Gestisce meglio sfumature e trame complesse. La codifica è più lenta e il supporto sulle piattaforme, pur in crescita, meno esteso.

Nei flussi che esportano immagini verso più destinazioni, uno strumento con selezione del formato al momento dell'esportazione permette di scegliere quello giusto in base ai requisiti di compatibilità finali.

Una procedura pratica consiste nel mantenere una sorgente lossless durante tutte le modifiche e creare una sola versione lossy per la destinazione finale. Si ottiene così il risparmio di banda senza accumulare più cicli di perdita della qualità.

Compressione lossy e lossless a confronto

La scelta dipende dal contenuto e dall'uso previsto.

La compressione lossy è ideale quando le dimensioni sono prioritarie e il contenuto è fotografico o visivamente ricco. Una fotografia condivisa sui social, un'immagine di prodotto su una pagina web o uno sfondo grafico in una presentazione possono ridursi drasticamente con un impatto visivo minimo.

La compressione lossless è essenziale quando le informazioni devono restare intatte. Screenshot con testo leggibile, diagrammi tecnici con misure precise, immagini mediche, prove legali e contenuti destinati a ulteriori modifiche richiedono formati senza perdita.

Il caso peggiore per la compressione lossy è uno screenshot ricco di testo. I bordi netti dei caratteri producono proprio i dettagli ad alta frequenza che questi algoritmi eliminano con maggiore decisione. Il testo può quindi apparire sfocato, circondato da aloni o a blocchi, fino a diventare difficile da leggere. Per questo molti strumenti di acquisizione usano PNG, lossless, come formato predefinito invece di JPG.

Un flusso affidabile acquisisce in lossless, applica tutte le modifiche necessarie e crea una versione lossy soltanto nell'ultimo passaggio di distribuzione. In questo modo non si sommano le perdite dovute a più salvataggi.

Errori comuni

  • Usare la compressione lossy per screenshot ricchi di testo. Il testo è molto sensibile agli artefatti. Se la leggibilità è importante, usa formati lossless come PNG o WebP lossless.
  • Salvare più volte in formato lossy. Ogni salvataggio applica un altro ciclo di compressione e degrada progressivamente l'immagine. Modifica una sorgente lossless e salva in lossy una sola volta, alla fine.
  • Impostare una qualità troppo bassa per risparmiare spazio. Sotto il 70%, la maggior parte delle immagini mostra artefatti evidenti. Il divario di dimensioni tra il 50% e l'80% è spesso modesto rispetto alla perdita visiva.
  • Impostare una qualità troppo alta. Oltre il 90-95%, le dimensioni aumentano rapidamente senza miglioramenti visibili. Trova il punto in cui il risultato non si distingue dal lossless, ma il file è sensibilmente più piccolo.

Domande frequenti

La compressione lossy rovina la qualità dell'immagine?

Non necessariamente. Con impostazioni moderate, elimina dati che l'occhio umano difficilmente percepisce. La perdita diventa visibile soltanto con una compressione aggressiva o dopo aver ricompresso più volte lo stesso file.

Si può annullare la compressione lossy?

No. La compressione lossy elimina i dati in modo permanente. Una volta salvata l'immagine, le informazioni scartate non possono essere recuperate. Per questo è consigliabile conservare un originale lossless se l'immagine potrebbe richiedere altre modifiche.

Il JPG è lossy?

Sì. Il JPG usa sempre una compressione lossy. Ogni volta che salvi un file JPG, una parte dei dati viene eliminata. Aprire e salvare ripetutamente lo stesso file ne degrada quindi la qualità poco alla volta.

Quale impostazione di qualità devo usare per la compressione lossy?

Nella maggior parte dei casi, una qualità dell'80-85% offre un buon equilibrio tra dimensioni e fedeltà visiva. Sotto il 70%, gli artefatti diventano evidenti nella maggior parte delle immagini. Oltre il 90%, le dimensioni aumentano molto a fronte di benefici visivi sempre minori.

Perché gli screenshot a volte appaiono sfocati dopo la compressione?

Gli screenshot contengono bordi netti e testo molto sensibili agli artefatti lossy. Questi algoritmi sono ottimizzati per le fotografie, dove i passaggi sono graduali, non per i contorni definiti degli elementi di un'interfaccia. Usa formati lossless per gli screenshot ricchi di testo.

Fonti

Risorse correlate

Che cos'è Compressione lossy? | Glossario | Shotomatic